Università  degli Studi di Milano - Facoltà  di Medicina e ChirurgiaelleRSLaboratorio di Responsabilità  SanitariaElleRS
   
STORIA DELLA SEZIONE DI MEDICINA LEGALE E DELLE ASSICURAZIONI
L’Università degli Studi di Milano, fondata nel 1924, ed ufficialmente inaugurata l'8 dicembre dello stesso anno, vide in uno dei suoi artefici principali il primo magnifico rettore Sen. Prof. Luigi Mangiagalli, che si mostrò sensibilissimo curatore dell’organizzazione delle discipline medico-legali: in un primo momento assegnò, in via provvisoria, Regio Istituto di Medicina Legale - Milano 1934l’Istituto di Medicina Legale alla sede del “Rifugio Fanni Finzi Ottolenghi”, e, contemporaneamente, affidò all’Ing. Prof. Umberto Massari lo studio del progetto dell’Istituto di Medicina Legale. Lo scopo da perseguire era quello di creare una struttura che, date le finalità, tenesse conto di tutti i problemi di ubicazione, di assetto e collegamento con i servizi municipali, e della necessaria coordinazione organica delle funzioni scientifiche, didattiche, giudiziarie ed obitoriali.
Nel mensile dell’epoca “Milano: rivista mensile del Comune[1] nel numero del Maggio del 1934 è presente un articolo di presentazione del progetto, in quell’anno in via di ultimazione: “Così come è concepito, l’edificio corrisponde a tutte le esigenze pratiche dei servizi, non solo, ma anche a quelle dell’igiene e del decoro". In questi precisi termini concludeva, a suo tempo la commissione di esperti cui l’Amministrazione civica aveva affidato l’esame del progetto per il nuovo obitorio: progetto dovuto all’illuminata fatica dell’Ing. Umberto Massari, Capo Divisione dell’Ufficio Tecnico del comune.
Si affermano, nello stesso articolo, i servizi cui si aveva la necessità di provvedere, e che pertanto avevano spinto alla scelta della collocazione ed alle modalità di strutturazione dell’opera: "1) deposito immediato dei cadaveri delle persone:
a) decedute in luogo pubblico;
b) in abitazioni dove non debbano rimanere;
c) in qualunque luogo ma per le quali esista il referto dell’autorità giudiziaria; d) destinate al trasporto fuori Milano.

2) esposizione degli sconosciuti ed accertamenti relativi (fotografie, rilievi di impronte digitali, perquisizione degli indumenti, ecc…
3) osservazione dei cadaveri per 24 o 48 ore nelle condizioni prescritte dal regolamento di Polizia Mortuaria;
4) necroscopie giudiziarie per le quali, come è noto, il Comune è tenuto ad apprestare locali e mezzi;
5) necroscopie disposte dall’autorità sanitaria municipale a fine di accertamenti diagnostici;
6) necroscopie disposte da privati (Fondazione Loria);
7) trattamenti conservativi prescritti circa le salme da esportarsi e imbalsamazione;
8) conservazione di corpi o loro parti fino a rilascio di “nulla osta” al seppellimento da parte dell’autorità giudiziaria;
9) espletamento di indagini complementari di quelle necroscopiche a fini giudiziari.
In proposito, ragioni intuitive di ordine tecnico ed economico hanno suggerito la convenienza di predisporre i piani dell’opera in modo da coordinare con tutte le funzioni suddette anche quella scientifico-didattica dell’insegnamento superiore. Procedendo diversamente, l’esperienza lo insegna, l’insegnamento medico-legale, che è di carattere strettamente dimostrativo, diviene pressoché impossibile. Inoltre la suddetta coordinazione funzionale giova ad un miglior espletamento dei servizi per la collaborazione del personale e per la continua e preziosa sorveglianza dei medici di medicina legale.
"
progetto nuovo obitorio comunalePer la costruzione della struttura si scelse, nella zona della Città degli Studi in Milano, l’area di circa 2840 mq confinante con l’allora Istituto Normale della Regia Università, e compresa tra le vie Mangiagalli, Ponzio e il piazzale Gorini.
La zona, allora lontana da edifici adibiti ad uso civile e da aree di traffico urbano, fu scelta anche perché “tale da consentire all’Obitorio quell’atmosfera di austero raccoglimento che particolarmente si intona alla sua specifica funzione”, ed inoltre “la disposizione dell’area e la sua ampiezza consentono una sistemazione tale da occultare al pubblico della strada il carico e lo scarico delle salme, l’orinamento dei cortei funebri e tutto quanto d’altro potrebbe richiamare l’attenzione della gente sulle “operazioni” commesse all’istituzione”.
La direzione dei lavori fu affidata all’Ing. Giuseppe Bertera, assistito dal perito edile e capo cantiere Giuseppe Belloni. Così è descritta la struttura dell’edificio: “[…] La sua linea architettonica, semplice e moderna, è scevra di qualsiasi carattere funereo. L’edificio, che non supera nelle sue parti più alte i dodici metri, è diviso in due branche, collegate ma ben distinte tra loro.

Il Nuovo Obitorio Comunale
In una di esse costituita di un pianterreno e di un piano sotterraneo sono distribuiti i servizi dell’Obitorio; nell’altra sono sistemati i servizi inerenti al funzionamento dell’Istituto di Medicina Legale. L’obitorio (ex Morgue) è diviso in tre riparti. Nella sua prima sezione comprende: una sala destinata ad accogliere i dolenti per le ore d’attesa; un locale per la formazione dei cortei funebri; la cappella per la celebrazione delle funzioni religiose di rito; una sala per l’esposizione delle salme, allo scopo di rendere possibili i necessari riconoscimenti; e, infine, un locale adibito a servizi di pronto soccorso che possono essere resi indispensabili nel caso che qualcuno dei dolenti, invitato a riconoscere un suo caro esposto, cogliesse malore. La Sezione si completa con un ufficio che ha l’incarico di provvedere alla registrazione delle salme.
La seconda Sezione è destinata alla raccolta delle salme per le osservazioni e per la regolamentare giacenza di 24 o 48 ore, al fine di accertare il decesso o eventuali altri elementi che interessano in modo particolare l’autorità inquirente. Ci sono qui due grandi camerate nelle quali vengono deposte le salme: gli uomini separati dalle donne. Su un fianco dei due cameroni vi è un locale dove è sistemato il dormitorio dei custodi i quali debbono, per disposizione di legge, costantemente rimanere nei pressi del locale di osservazione. Nella terza Sezione infine si aprono le sale per le necroscopie. Sono due, separate da una terza riservata al giudice, incaricato di sorvegliare le operazioni del perito settore e ai testimoni. Da questa sala il magistrato e i testi possono appieno seguire gli atti del perito in quanto le pareti di essa sono a vetri trasparenti.
Su un fianco delle tre sale una quarta se ne apre ch’è adibita ai servizi fotografici e che comprende anche l’indispensabile camera oscura per lo sviluppo delle pellicole. Tutti i locali sunnominati sono disimpegnanti da luminosi corridoi ai quali si accede direttamente da un ingresso posto sotto una galleria coperta che serve alla sosta dei carri funebri.
Con la stessa galleria comunicano direttamente la cappella e la sala dei dolenti le quali, pur fronteggiando coi loro accessi l’ingresso dell’obitorio, ne sono del tutto separate in modo da evitare che il pubblico che segue i funerali sconfini nell’ambito degli altri servizi. E veniamo al sotterraneo dove troviamo in primo luogo il locale delle macchine che alimentano l’impianto frigorifero che serve ben trenta celle di congelamento. A fianco di esso, sono altri tre locali “freddi” dove le salme vengono portate allorché è necessario ch’esse vengano conservate per un tempo indefinito. Seguono locali per il lavaggio delle salme ed un archivio, dove cioè verranno raccolti indumenti e oggetti repertati dai cadaveri.
Infine, c’è il locale che disimpegna il servizio refettorio per il complesso degli inservienti. Benissimo organizzato risulta pure il movimento dei “soggetti” dai locali sotterranei i cadaveri vengono portati alò pianterreno a messo di montacarichi e passati nelle celle frigorifere. Da queste vengono poi traslati nelle camere di riconoscimento ove sono immessi in speciali casse rivestite di vetro. Il che permette ai visitatori interessati la più perfetta delle visibilità e, conseguentemente, facilita nel modo più assoluto i “riconoscimenti”.


L'Istituto di Medicina Legale e delle Assicurazioni
La seconda “Zona” dell’edificio, come abbiamo più sopra accennato, è riservata al complesso dei servizi dell’Istituto di Medicina Legale e risulta pure di due piani (un pianterreno ed un primo piano) e di un sotterraneo utilizzabile. Al pianterreno si apre un grande atrio ai lati del quale sono un locale per il custode, lo scalone per raggiungere il piano superiore, e due locali ad uso laboratorio per gli studenti.
Cortile Interno in CostruzioneDall’atrio parte un grande vestibolo che conduce alla vasta area per l’insegnamento.Nel corridoio del vestibolo si trovano da un lato una sala per le visite mediche, una per l’applicazione dei raggi X, con annesso locale per l’attesa e dall’altro il Museo Anatomico, i servizi dell’aula e due locali per spogliatoio a disposizione degli studenti.
La grande aula, che ha forma di anfiteatro, è capace di 220 posti. Essa è servita da un monta salme che provvede a convogliare in essa i cadaveri da sottoporre all’esame degli allievi dell’istituto di Medicina Legale.
La cattedra per gli insegnanti è collocata in una nicchia. Davanti ad essa si trova il tavolo anatomico per le esperienze e le dimostrazioni indispensabili al completamento delle lezioni. Si tratta di un tavolo comune rivestito di una guaina tolta la quale si scopre l’apparato necessario per le operazioni dimostrative. Gli allievi entrano nell’aula da due porte che si aprono al piano terra e prendono posto in un’alta gradinata dalla quale assistono alle esperienze.
È però in funzione anche un terzo accesso, e questo dall’alto e a mezzo di una scala particolare, destinato agli allievi ritardatari in modo da permettere loro di raggiungere ugualmente il loro posto sulla gradinata senza arrecare disturbo ai colleghi già intenti a seguire la lezione iniziata. Inoltre, e sempre allo scopo di rendere l’aula il più silenziosa possibile, si è provveduto a rivestire pavimenti, gradini e pareti dei banchi con uno strato di linoleum particolarmente indicato per attutire i rumori. I 220 sedili della gradinata sono del tipo noto a sollevamento automatico: sono comodi ed indipendenti l’uno dall’altro. Così ciascun studente ha il suo posto e… dovrà rimanere al suo posto! Nell’aula è anche tutto predisposto perché si possa in pochi secondi ottenere l’oscuramento completo dell’ambiente, finestre comprese, quando ciò si renda necessario per passare a documentazioni fotografiche da proiettare su un grande schermo che è stato disposto sul fronte della cattedra.
Aula Magna in CostruzioneÈ però in funzione anche un terzo accesso, e questo dall’alto e a mezzo di una scala particolare, destinato agli allievi ritardatari in modo da permettere loro di raggiungere ugualmente il loro posto sulla gradinata senza arrecare disturbo ai colleghi già intenti a seguire la lezione iniziata. Inoltre, e sempre allo scopo di rendere l’aula il più silenziosa possibile, si è provveduto a rivestire pavimenti, gradini e pareti dei banchi con uno strato di linoleum particolarmente indicato per attutire i rumori. I 220 sedili della gradinata sono del tipo noto a sollevamento automatico: sono comodi ed indipendenti l’uno dall’altro. Così ciascun studente ha il suo posto e… dovrà rimanere al suo posto! Nell’aula è anche tutto predisposto perché si possa in pochi secondi ottenere l’oscuramento completo dell’ambiente, finestre comprese, quando ciò si renda necessario per passare a documentazioni fotografiche da proiettare su un grande schermo che è stato disposto sul fronte della cattedra.
Passando al primo piano, troviamo nell’ordine: i laboratori di chimica, istologia, serologia, ecc… i locali che accolgono i vari apparecchi scientifici, gli uffici di Direzione e per gli assistenti, sale d’attesa e biblioteca. In tutto l’edificio sono poi distribuiti razionalmente e con dovizia gli impianti di riscaldamento a termosifone, eccezion fatta soltanto per l’aula d’insegnamento e per le sale dove si svolgono le autopsie, ambienti questi che per le loro esigenze particolarissime vengono riscaldati ad aria calda ottenuta a cura di uno speciale impianto. Larghissime sono pure le provvidenze per quello che riflette la disponibilità di acqua sia fredda che calda in tutti gli ambienti dell’edificio.
Efficiente e pienamente rispondente allo scopo il sistema di illuminazione. Bene alloggiato risulta il personale dell’istituzione: fra l’altro si è avuta un’ottima idea quando si è pensato di alloggiare il custode in quei quattro bei locali ricavati in un sopraelevato: la villetta sul tetto…. Non manca, infine, nota di grazia e di vita nel bel giardinetto, una civettuola zona sistemata a verde, copiosamente alberata e fiorita
".
Veduta Nuovo Obitorio Comunale e Regio Istituto di medicina legale e delle Assicurazioni in ultimazione - 1934La nuova struttura fu inaugurata nello stesso 1934, e condusse, così, all’unificazione in un corpo architettonico autonomo, al centro della “Città degli Studi”, delle strutture obitoriali, dei laboratori e di tutte le Sezioni dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università, che dunque acquisì una sede definitiva.[2]
Primo direttore dell'Istituto fu il Prof. Antonio Cazzaniga, al quale succedette il Prof. Caio Mario Cattabeni. Alla volontà di quest'ultimo di organizzare l'attività medico-legale milanese perchè fosse proiettata in costante passo coi tempi, si deve la realizzazione, l'avvio e l'organizzazione dei laboratori: nel 1950 fu formalizzata l'istituzione del Laboratorio di Tossicologia Forense, divenuto in seguito la Sezione Autonoma di Tossicologia Forense "C.M.Cattabeni" (attualmente ospitata al secondo piano della Sezione di Medicina Legale).
Un'opera di restauro radicale, effettuata nel rispetto delle strutture architettoniche originarie, fu effettuata tra il 1991 ed il 1995: il complesso è stato ampliato grazie all'innalzamento di un piano dell'edificio, ed ammodernato tramite l'automatizzazione e l'informatizzazione dei servizi. Dalla sua fondazione ad oggi, l'Istituto di Medicina Legale è riuscito a rimanere centro unico ed essenziale di riferimento per tutta l'attività necroscopica giudiziaria del territorio metropolitano, conservando, inoltre, un'unità casistica e metodologica ininterrotta.
Con decreto rettorale, in data 22.12.2008 è stata disposta l'incorporazione, a decorrere dall'1.1.2009, dell'Istituto di Medicina Legale e delle Assicurazioni e dell'Istituto di Patologia generale nel Dipartimento di Morfologia Umana e Scienze Biomediche"Città Studi".
A decorrere dal 27.04.012, con Decreto Rettorale del 26.04.2012, è stato costituito il Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute, cui perciò ha afferito la Sezione di Medicina Legale e delle Assicurazioni, all'interno del Dipartimento di Morfologia Umana e Scienze Biomediche "Città Studi", assieme al Dipartimento di Scienze medico-chirurgiche, all Dipartimento di Scienze dello sport, nutrizione e salute, a gran parte del Dipartimento di Sanità pubblica - Microbiologia - Virologia, e con l'afferenza di un gruppo di docenti del Dipartimento di Tecnologie per la salute e diversi docenti provenienti da altri Dipartimenti con afferenza personale,


[1] Milano, Rivista mensile del comune, Comune di Milano, stampatore Pizzi e Pizio, Tipografia del "Popolo d'Italia" - maggio 1934 –XII – anno 50°. Consultabile online presso l'Emeroteca Digitale braidense al sito:
emeroteca.braidense.it
[2] Galassi N., Regia Università di Milano, Istituto di Medicina Legale. Acta Medica Italica, VI, 1937, p.53-8